Venezia -la città più bella e romantica del mondo - B&B Casa Genoveffa

Venezia e dintorni

Palladio a Venezia

CHIESE

Basilica Concattedrale di San Pietro di Castello
Chiesa del Redentore (Santissimo Redentore)
Chiesa delle Zitelle (Santa Maria della Presentazione)
Chiesa di San Francesco della Vigna
Chiesa di San Giorgio Maggiore
 

Comunità Ebraica a Venezia

Il Ghetto si trova nel sestiere di Cannaregio ed è sede della Comunità Ebraica di Venezia.
Il termine ghetto deriva dal Ghetto di Venezia del XIV secolo. Prima che venisse designato come parte della città riservata agli ebrei, era una fonderia di ferro (dal veneziano geto, pronunziato ghèto dai locali ebrei di origine tedesca, inteso come getto, cioè la gettata di metallo fuso), da cui il nome. piccolo borgo o dall'ebraico get letteralmente "carta di divorzio"                      

Le Sinagoghe di Venezia sono degli edifici religiosi ebraici situati nel ghetto di Venezia.
Venezia nel corso del tempo ha ospitato diverse comunità ebraiche di origine diversa e abitudini diverse. Nel ghetto si stabilirono comunità provenienti dalla Spagna dove vennero espulse nel 1492, dall'Italia meridionale, dall'Europa centrale. Ognuna ha allestito un proprio luogo di culto, proprio per mantenere le proprie abitudini immutate. Durante gli anni di massimo sviluppo delle comunità si arrivò a contare ben nove sinagoghe 1719, ridottesi con il declino della comunità che conta oggi 500 persone, mentre nell'epoca più fiorente ne contava 5000.
All'esterno le sinagoghe si presentano poco appariscenti, alcuni finestroni o scritte in ebraico fanno comprendere che si tratta di un luogo di culto. Questo perché la legge di allora non permetteva sontuose facciate. Gli interni invece sono spesso molto ricchi e decorati, per questo alcune sinagoghe di Venezia sono considerate tra le più belle dell'Europa .Attualmente a Venezia sono presenti cinque sinagoghe più due scolette, tutte collocate nel ghetto. Due svolgono ancora funzione liturgica le altre hanno funzione museale oppure ospitano eventi particolari
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CURIOSITA' SU VENEZIA

Curiosità su Venezia ce sono molte, con piacere si vorrebbe averne informazione. In altre pagine del sito ne abbiamo citato già alcune, ma in questa sezione cercheremo di elencare altre curiosità interessanti riguardo Venezia.

Leone di San Marco

Curiosità 1: Il simbolo di Venezia è il leone alato con un libro aperto sotto la zampa anteriore destra. La scritta in latino incisa su quel sacro libro recita: Pax tibi Marce evangelista meus, che vuol dire "Pace a te Marco mio evangelista". Quando il Leone di San Marco veniva rappresentato su pitture o sculture mentre reggeva una spada, significava che Venezia stava affrontando un periodo di guerra. La maggior parte dei "leoni" fu distrutta dalle truppe napoleoniche nel 1797, quelli che vediamo attualmente sono quasi tutti delle copie fedeli degli originali. Ancora oggi dalla Piazza S. Marco sono visibili ben 13 "leoni".

Spritz

Curiosità 2: A Venezia l'aperitivo per eccellenza si chiama Spritz e viene così composto: 1/3 di vino bianco, 1/3 di acqua minerale gasata (o selz) ed 1/3 di liquore moderatamente alcolico (dolce o amaro). Viene poi guarnito con una scorza di limone e/o un'oliva. Per chi non beve spesso alcolici ed ha la curiosità di assaggiarlo, berne anche un solo bicchiere può fargli girare la testa. L'origine del nome di questo cocktail risale ai tempi della dominazione austriaca a Venezia, il verbo in lingua tedesca spritzen significa "innaffiare". Attualmente questo aperitivo è diffuso in tutto il Veneto ma lo Spritz ha le sue origini a Venezia, fino agli anni ottanta era infatti difficile berlo fuori dai limiti della provincia (credeteci! ndr). I principali luoghi di aggregazione a Venezia dove viene consumato questo aperitivo sono Campo Santa Margherita e Campo San Giacomo di Rialto, dove si ha un'alta concentrazione di bar, frequentati soprattutto da giovani.

Ponte della CostituzioneCuriosità 3: A Venezia ci sono 417 ponti, dei quali 72 privati. Si contano 300 ponti costruiti in pietra, 60 in ferro, i restanti 57 in legno. L'ultimo ponte costruito a Venezia fu quello eseguito su progetto dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava ( Ponte della Costituzione, installato nell'agosto 2007 ed aperto senza inaugurazione la notte dell'11 settembre 2008) che è il quarto ponte che attraversa il Canal Grande e collega Piazzale Roma con la stazione. Nei tempi antichi i ponti a Venezia erano sprovvisti di gradini in quanto fino al '500 era consentito andare su cavalli. Sono solo due i ponti di Venezia che non hanno spallette, uno si trova a Torcello e si chiama Ponte del Diavolo, un altro (privato) è visibile in Rio di San Felice (vicino alla Scuola Grande della Misericordia).

Curiosità 4: In tempi antichi esistevano a Venezia due fazioni: i Castellani e i Nicolotti, i primi vivevano nella zona a est della città (quella industriale, con l'Arsenale), i secondi su quell'area a ovest di Venezia dove si trova la Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli (erano prevalentemente pescatori). Le due fazioni erano costantemente rivali e si affrontarono fin dal '300, nel periodo tra settembre e Natale, nelle così dette "Guerre (o Lotte) dei pugni". Esse erano particolarmente cruente e si svolgevano su alcuni ponti di Venezia: "dei Carmini", "di Santa Fosca", "della Guerra" e, appunto " dei Pugni". Le lotte potevano essere di tre tipi: un incontro di boxe singolo (la Mostra), un combattimento multiplo (la Frota), la lotta per la conquista del ponte (Guerra Ordinata). Non essendoci spallette a protezione su quei ponti molto spesso i contendenti cadevano in acqua. Le Guerre dei Pugni provocavano molti feriti e, più raramente, anche dei morti. Con la crescita delle animosità nelle dispute si dovettero proibire le lotte nel 1705. A Venezia queste guerre vennero sostituite nel '700, durante il periodo del Carnevale, dalle "Forze d'Ercole".

Arsenale

Curiosità 5: L'Arsenale di Venezia si sviluppa su un'area di oltre 320.000 metri quadrati (circa un quinto dell'intera città). Fu visitato anche da Dante Alighieri (nel 1321) che lo citò su una terzina del XXI canto dell'Inferno. Ai tempi del suo maggiore sviluppo ci lavoravano 18.000 persone, gli "arsenalotti". Dall' arsenale di Venezia venne varata la maggior parte della flotta comandata da Sebastiano Venier che affrontò e sconfisse i Turchi a Lepanto (7 ottobre 1571).

Curiosità 6: Le campane poste nel Campanile di San Marco sono cinque: la "Maleficio" annunciava le sentenze capitali in Piazzetta; la "Marangona" segnava l'orario di inizio e fine del lavoro dei carpentieri (o marangoni) dell'Arsenale; la "mezzana" suonava a mezzogiorno; la "Pregadi" annunciava ai senatori che l'orario delle loro riunioni in Palazzo Ducale era giunto; la "Trottera" invitava i nobili di Venezia a mettere al trotto i loro cavalli per non arrivare tardi alle loro convocazioni sempre in Palazzo Ducale. La "Marangona", la campana più grande, fu per curiosità la sola su tutte che non fu distrutta dal crollo del Campanile di San Marco.

Campanile San Marco

Curiosità 7: Il Campanile di San Marco misura 98,6 metri di altezza. Sulla sua sommità si erge un angelo dorato, le cui ali girevoli indicano su quale direzione soffia il vento a quella quota. Il campanile crollò su sè stesso il 14 luglio 1902, (senza provocare alcuna vittima), venne ricostruito in meno di 10 anni "dov'era e com'era" ed inaugurato il 25 aprile del 1912, giorno della commemorazione di S. Marco, il patrono di Venezia. Si va su alla cella campanaria, da cui si gode un'incomparabile vista di Venezia, solo tramite ascensore.

Curiosità 8: Il cognome più diffuso a Venezia e a Pellestrina è Vianello (che deriva dal latino Vivianus), ed occupa ben 4 pagine dell'elenco telefonico. Segue il cognome Scarpa (3 pagine). Il cognome caratteristico di Burano è Dei Rossi, quello di Murano è Toso, mentre quelli più comuni a Chioggia-Sottomarina sono Boscolo e Tiozzo. I diminutivi più diffusi a Venezia risultano Bepi (Giuseppe), Tony (Antonio) e Nane (Giovanni). I nomi tipici di Venezia sono Marco, Alvise, Niccolò e Jacopo.

Calle Stretta

Curiosità 9: La strada più stretta di Venezia si chiama Calletta Varisco che si trova su una laterale nelle vicinanze di Campo San Canciano: ha una larghezza di solo 53 centimetri!

Curiosità 10: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia fu la prima donna al mondo ad essere laureata (il 25 giugno del 1678). Elena nacque a Venezia nel 1646. Una lapide commemorativa giace su un fianco di Palazzo Loredan (oggi sede del municipio di Venezia, assieme a Ca' Farsetti).

Curiosità 11: I soldi a Venezia si chiamano "schei", tale termine deriva da una moneta usata al tempo della dominazione asburgica a Venezia con su incisa la scritta "Scheidenmunze". I veneziani ne abbreviarono il nome per comodità. Altro sinonimo di soldi a Venezia prima dell'euro era "Franchi", retaggio questo dell'epoca napoleonica.

Curiosità 12: La prima edizione della Biennale di Venezia si svolse nel 1895. La prima rassegna della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica (Mostra del Cinema di Venezia), si tenne nel 1932. Essa viene rappresentata ogni anno al Lido di Venezia sotto il patrocinio di Biennale Cinema.

Segnaletica via acquea

Curiosità 13: La circolazione via acquea a Venezia viene regolamentata come in terraferma con un'apposita segnaletica (senso unico, divieto di accesso, ecc.). Il solo vero semaforo presente a Venezia si trova su un canale (il Rio Novo), tuttavia da alcuni anni non va messo in funzione. Tutte le imbarcazioni a motore devono tenere la destra, tranne nel Rio Nuovo dove, unico caso a Venezia, si deve guidare a sinistra del canale. Le imbarcazioni a remi, a Venezia, devono tenere la sinistra (vera curiosità!) per via del remo (posizionato a destra) del poppiere (il "conducente" della barca), che deve sempre avere la possibilità di vogare.

Curiosità 14: Un tornado a Venezia? Purtroppo si verificò un terribile tornado che partendo dall'entroterra Veneto si abbattè su Venezia, a Sant'Elena, (11 settembre 1970), provocando enormi danni e il ribaltamento di un vaporetto che causò la morte di 21 persone.

Curiosità 15: La parola ciao ha origini veneziane. Nei tempi antichi a Venezia le persone erano abituate a salutare in questo modo: "s-ciavo vostro", che significa "servo vostro, ai vostri ordini, schiavo vostro". Così, di volta in volta il saluto divenne prima "s-ciao" e quindi "ciao".

Curiosità 16: Le piazze a Venezia si chiamano Campi, infatti anticamente erano adibiti a orti. I campi di fronte alle chiese venivano spesso usati come camposanti. Più tardi in ogni campo vennero costruite delle vere da pozzo, dalle quali si poteva attingere l'acqua piovana, debitamente filtrata da strati di argilla.

Curiosità 17: Le torri campanarie di Venezia sono 84, tre di esse sono chiaramente pendenti. Si tratta dei campanili di S. Giorgio dei Greci, di Santo Stefano e di San Pietro di Castello. I campanili accessibili al pubblico sono tre: San Marco, S. Giorgio Maggiore e Torre dell'Orologio. In quest'ultimo, però, non vi è l'ascensore.

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IL LEONE DI S.MARCO...Il Leone alato, rappresentazione simbolica dell’evangelista Marco, è il simbolo della città di Venezia e della sua antica Repubblica. Al giorno d’oggi lo si ritrova nei simboli del Comune e della Provincia di Venezia, nonché della Regione Veneto. Lo si può trovare anche nella bandiera navale della Repubblica Italiana e come simbolo del premio della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica: il Leone d’Oro.

Il leone alato è solitamente accompagnato da un’aureola, una spada e un libro sotto la zampa anteriore destra sulla quale è presente il motto: “Pax tibi Marce, evangelista meus” (Pace a te, Marco, mio evangelista). La frase completa comprenderebbe anche le parole «Hic requiescet corpus tuum» ovvero "qui riposerà il tuo corpo" che, secondo un'antichissima tradizione, un angelo in forma di leone alato avrebbe rivolto al Santo, naufrago nelle lagune, per preannunciargli che un giorno in quelle terre il suo corpo avrebbe trovato riposo e venerazione. Infatti la salma di San Marco fu portata a Venezia da due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, dopo averla trafugata ad Alessandria d’Egitto.

La rappresentazione di San Marco in forma di leone alato ha un suo significato nell’iconografia cristiana: il leone simboleggia la forza della parola dell'Evangelista, le ali l'elevazione spirituale, mentre l'aureola è il simbolo cristiano della santità.
Moltissime sono le sue differenti raffigurazioni che possiamo ritrovare negli emblemi ufficiali:

  • il leone “rampante”: di profilo, ritto sulle zampe posteriori;
  • il leone “in moeca”: di fronte, seduto, con le ali spiegate a ventaglio, assumendo un aspetto simile a quello di un granchio (in veneziano moeca è il nome dei piccoli granchi in periodo di muta). Questa è la raffigurazione più famosa in quanto è quella che meglio rappresenta lo spirito marinaro della città di Venezia.
  • in soldo” o “in gazzetta”: seduto con le ali spiegate a ventaglio e nimbato;
  • vessillifero”: leone rampante che sorregge un vessillo
  •  “passante”: di profilo con la zampa anteriore destra appoggiata sopra al libro. Esistono numerose interpretazioni simboliche delle combinazioni di questi elementi: il solo libro aperto è ritenuto simbolo della sovranità dello Stato, il solo libro chiuso è invece ritenuto simbolo della sovranità delegata e quindi delle pubbliche magistrature, il libro aperto e la spada a terra è ritenuto popolarmente simbolo della condizione di pace per la Serenissima mentre il libro chiuso e la spada impugnata è invece popolarmente ritenuto simbolo della condizione di guerra, infine il libro aperto e la spada impugnata sarebbe simbolo della pubblica giustizia.

Quando poi, verso il Quattrocento, Venezia iniziò ad interessarsi dei territori della terraferma, si incominciò a raffigurare il leone solo con le zampe posteriori in acqua, mentre quelle anteriori stavano sulla terra.
Durante i periodi di dominazione straniera, invece, il leone veniva rappresentato sovrastato dai simboli della nazione dominante: l’aquila napoleonica o l’aquila bicipite imperiale austriaca.

Non si hanno notizie certe circa la data di adozione del leone come simbolo della Repubblica: alcuni studiosi ipotizzano che la figura risalga al XII secolo e che sia stato Jacopo da Varazze ad indurre la Serenissima ad adottarlo come simbolo di stato, altri invece affermano che la sua comparsa sia più tarda, verso la metà del XIV secolo.

E’ comunque un dato di fatto che il leone, simbolo di maestà e potenza, è sempre stata una figura che ha affascinato i veneziani. Oltre alle innumerevoli rappresentazioni scultoree che possiamo trovare in giro per la città o alle raffigurazioni in stemmi, bandiere o dipinti, a Venezia si potevano trovare anche leoni veri nei giardini dei palazzi. Addirittura nel 1316 una leonessa partorì nel cortile del Palazzo Ducale con grande sorpresa di tutta la popolazione!
   


L’antica tradizione marinara veneziana ha prodotto una vastissima tipologia di imbarcazioni, ognuna delle quali si è adattata ad un particolare uso: per la pesca, per il trasporto merci o persone e per le regate.

La gondola è l'imbarcazione veneziana più antica e conosciuta nel mondo.
Diventata oggi il simbolo di una Venezia sempre più attrazione turistica, la gondola continua a popolare i canali veneziani e a scarrozzare gruppi di chiassosi turisti in cerca di un'emozione da raccontare...

La famosissima imbarcazione veneziana è la gondola, il cui nome deriva dal latino "cuncula" ovvero conchiglia: lunga 11 m e pesante 600 Kg, ma facilmente manovrata con un solo remo dal gondoliere.
Oltre alla notorietà derivatale dal fascino proprio della città in cui viene tipicamente usata per raggiungere via acqua diverse parti dei sestieri, è tipicamente studiata per le sue particolari caratteristiche costruttive che ne fanno un'imbarcazione unica al mondo.
La struttura è asimmetrica, con il lato sinistro più largo rispetto a quello destro, quindi si può dire che navighi sempre inclinata su un fianco. 
L´asimmetria sposta chiaramente il centro di gravità dell'imbarcazione verso il lato destro, comportando un assetto inclinato verso dritta, con una maggior immersione del suo lato destro.
Poiché la barca tende a ruotare verso sinistra in virtù della spinta del remo, l´inclinazione a destra contrasta questa tendenza. Il fondo è piatto consentendo di passare anche per fondali di pochi centimetri.

La gondola venezianaLa gondola viene costruita negli “squeri” o cantieri ed è fatta di otto diversi tipi di legno, ma ci sono anche degli elementi in metallo, ovvero il "ferro" di prora con il caratteristico pettine a sei denti che rappresenta i sei sestieri di Venezia e il "risso" di poppa che invece rappresenta la Giudecca.
Il caratteristico colore nero le viene da un’ordinanza del Magistrato alle Pompe che mirava a ridimensionare lo sfarzo con cui nobili e ricchi decoravano le proprie barche.
Ma è anche una generale caratteristica di tutte le imbarcazioni venete, dovuta all'uso della pece come impermeabilizzante.
Nel 1580 si potevano contare circa 10.000 gondole, oggi in laguna non se ne contano più di 500.
Oltre a questo tradizionale mezzo di trasporto, oggi la navigazione si è modernizzata e velocizzata, e sebbene i turisti siano ancora affascinati dalla gondola e dalla sua placida andatura ondeggiante nei canali di Venezia, i Veneziani usano quotidianamente 'il barchino', per questioni di praticità, velocità e soprattutto ebrezza.
Per effetto della sua particolare carena e per la sua leggerezza non sposta molta acqua e di conseguenza non provoca grosse onde.
E' molto instabile e per questo preferito come mezzo di trasporto delle gite notturne tra i giovani in cerca di divertimento ed emozioni forti.


Fuorirotta. L'altra mappa di Venezia 2014 per un turismo inusuale.
Responsabile, bio-eco solidale in laguna si inscrive nel più ampio progetto DETOURISM, voluto dall’Assessorato allo Sviluppo del Turismo, per diffondere la conoscenza dei luoghi più autentici e meno noti di Venezia: ciò attraverso la pubblicazione di una collana di mappe tematiche della città e della sua laguna, sia con lo studio di una nuova segnaletica congiunta alla tecnologia interattiva degli smart devices.
Fuorirotta. L'altra mappa di Venezia è una mappa della Città di Venezia che raccoglie informazioni e idee per chi voglia percorrere Venezia in modo inusuale e consapevole, cogliendo anche le opportunità offerte dalla Laguna e dalla Terraferma. E' una guida con informazioni alternative al turismo di massa, che suggerisce qualche semplice regola per rispettare la città e per goderne gli aspetti migliori: parchi e giardini pubblici, luoghi inediti, mercati del biologico, locali di cucina bio o a Km0, botteghe del commercio equo e solidale.
Consulta la versione online della mappa

Fuorirotta is part of a broader project DETOURISM, implemented and developed by the Department of Tourism Development, to spread the knowledge of the most authentic and least known  places of Venice: this through the publication of a series of thematic maps of the city and its lagoon, and  the study of a new signage using the digital technology  of smart devices.
Fuorirotta. The other Map of Venice collects all the information, advice, ideas for the travellers, looking for sustainable, original and supportive tourism in Venice, in the lagoon and on the mainland, as well as for the Venetians, who want to adopt a more dedicated and conscious life style, both as for everyday shopping and as for their cultural choices.
It is not only a map: Fuorirotta. The other Map of Venice lends itself to be used as a real guide to get around in the city and discover the eco-friendly, cultural and local-oriented initiatives, to get to know unknown sites, to enjoy the parks and the natural areas, to eat organic and zero-mile food, shopping in craftsmen’s and fair trade shops.
Fuorirotta. The other Map of Venice is a project of the Municipality of Venice in collaboration with the association AEres – Venezia for l’Altraeconomia.
Info/Contacts: fuorirotta@comune.venezia.it

Classificazione provvisoria aree pedonali di Venezia in relazione ai flussi pedonali
Cittadini, enti e associazioni rappresentative di interessi generali possono presentare osservazioni e proposte emendative entro il 29/5/2014.
Per saperne di più e visualizzare il testo della deliberazione
Provisional classification of pedestrian areas of Venice in relation to pedestrian flows
Citizens, organizations and stakeholders may submit comments and amendments by 05/29/2014.
Read more and view the text of the resolution (in Italian only)
   
                                                    PIATTI TIPICI VENEZIANI 
                                                             Risotto del Doge

Introduzione: Si dice che il "Risotto del Doge" fosse il piatto preferito da Giacomo Casanova. Così almeno riportava un vecchio libro di cucina veneziano, a suo tempo ricavato da uno scritto del 1720 che indicava, appunto, la pietanza come la preferita dal famoso scrittore e seduttore veneziano.
Ingredienti: Ingredienti per 4 persone:
300 gr. di riso Vialone nano, nr. 12 ostriche di cui 4 intere, 1/2 di litro di vino bianco secco, 3 litri di brodo di Gò, 2 spicchi d'aglio, 1 cipolla, olio, prezzemolo, sale e pepe, 30 gr. di Parmigiano-Reggiano, 50 gr. di burro, limone a rotelline per la guarnizione.
Preparazione: Preparare un leggero soffritto con aglio, olio, prezzemolo, sale e pepe quanto basta e le ostriche già in precedenza sgusciate. In una casseruola, far soffriggere la cipolla, aggiungere il riso e tostarlo per un paio di minuti. Bagnare con il vino bianco e fare evaporare, quindi continuare la cottura aggiungendo il brodo di Gò a mestoli. A fine cottura in una casseruola imbiondire il riso, Parmigiano-Reggiano e il burro. Nel frattempo cuocere sulla piastra le ostriche rimamenti, aperte ma intere, condite con poco pepe e un po' di vino bianco secco.
Servire adoperando le ostriche intere e le rotelline di limone come guarnizione.
Si consiglia vino Pinot Bianco o Sauvignon.
Preparazione 20 minuti